In un sorso di grappa cultura, arte antica della distillazione e legame con il territorio. Se ne è parlato alla Douja d'Or con Anag, ING e IGP

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IMG_0276Un sorso di grappa racchiude la cultura, l’arte antica della distillazione, le tradizioni familiari e un legame unico con il territorio di produzione, elementi che meritano di essere valorizzati e promossi con un consumo consapevole e una maggiore tutela della qualità di un prodotto italiano al cento per cento e ambasciatore del Paese nel mondo. E’ questo il concetto che ha unito gli interventi di Paola Soldi, presidente di Anag, Assaggiatori grappa e acquaviti, Elvio Bonollo, presidente dell’Istituto Nazionale Grappa e Alessandro Revel Chion, presidente dell’Istituto Grappa Piemonte al convegno “Consumatori consapevoli. Il ruolo delle associazioni” che si è svolto nei giorni scorsi ad Asti, nella cornice del 49esimo concorso enologico nazionale Douja D’Or. Nel corso dell’appuntamento, l’Istituto Grappa Piemonte ha presentato anche il nuovo documento-video dedicato all’intero comparto regionale piemontese, con immagini legate ai territori e alle fasi di produzione. Il video è disponibile sul sito www.istitutograppapiemonte.it.

Il convegno, promosso da Anag e Istituto Grappa Piemonte, si è aperto con i saluti del sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, e del presidente della Camera di Commercio di Asti, Erminio Goria ed è stato seguito dalla premiazione delle 43 grappe e acquaviti vincitrici del 32esimo concorso “Premio Alambicco d’Oro” promosso da Anag nei mesi scorsi con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Grappa, dell’Associazione Donne della Grappa e della Camera di Commercio di Asti. All’appuntamento hanno partecipato numerosi soci Anag, in arrivo da diverse regioni d’Italia, accanto ai rappresentanti di Fisar, Ais, Assodistil, Associazione Donne della Grappa, associazione Las Damas del Pisco, impegnata nella promozione del Pisco, distillato peruviano, e Onas, Organizzazione nazionale assaggiatori salumi.

IMG_0285Il ruolo di Anag per un consumo consapevole. “Anag è una piccola realtà in una nicchia di settore – ha detto la presidente Anag, Paola Soldi – ma dal 1978 a oggi, con i suoi corsi e le sue numerose attività in tutta Italia, ha sempre lavorato per promuovere una cultura del buon bere consapevole, insegnando a riconoscere la qualità e le caratteristiche che rendono unico ogni prodotto. Con il passare degli anni e il mutamento della produzione e del mercato dei distillati, anche la nostra associazione ha rivisto la propria scheda di valutazione e alcune attività. Il nostro obiettivo – ha detto ancora Soldi – è coinvolgere sempre più persone, con un’attenzione particolare ai giovani, stimolando un consumo consapevole e attento all’aspetto culturale, storico, sociale e qualitativo che sta dietro ogni prodotto della distillazione. Questo, a nostro avviso, è il modo corretto di contrastare l’abuso di alcol, anziché continuare a incrementare le accise che penalizzano le distillerie, spesso a conduzione familiare, e con loro l’intero indotto economico e sociale. Anag continuerà a lavorare in questa direzione – ha concluso Soldi – e il nostro auspicio è di farlo sempre di più anche insieme ai distillatori, con un confronto e una sinergia che metta al primo posto la tutela della qualità del nostro distillato di bandiera e la sua promozione fra i consumatori e gli appassionati. Ringrazio la Camera di Commercio di Asti per l’ospitalità alla Douja d’Or, gli ospiti e i soci presenti, in rappresentanza delle associazioni Anag regionali”.

IMG_0275Il Sistema Italia della grappa. Il Sistema Italia della grappa è stato presentato dal presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, Elvio Bonollo, che ha fornito alcune stime sul settore: una produzione di 85 mila ettanidri, in ripresa rispetto agli anni precedenti; un’immissione complessiva al consumo di 75 mila ettanidri, di cui circa il 25 per cento destinati ai mercati esteri; un trend di vendita 2014 che conferma una contrazione pari al 2 per cento rispetto al 2013, anche se inferiore rispetto agli anni precedenti; un indotto importante legato al mondo della grappa, con 300 milioni di fatturato e circa mille persone impiegate direttamente, oltre a 20 mila nell’indotto. “Nel leggere questi dati – ha precisato Bonollo – dobbiamo tenere presente che alla difficile situazione economica si sommano anche altri fattori, tra cui il consistente inasprimento dell’accisa sull’alcool. La grappa per adesso resiste, grazie alla forza e alla capacità innovativa dei suoi produttori che, con grande impegno e determinazione, sanno rimettersi in discussione giungendo a proporre distillati sempre più in grado di rispondere alle diverse esigenze del mercato. Ricordo che il comparto grappa e le altre aziende del settore distillatorio rappresentano un’importante fonte di entrate per le casse dello Stato: il gettito per l’Erario in termini di accise sui consumi alcolici ammonta, infatti, a oltre 500 milioni di euro all’anno”. “La ‘consapevolezza nella produzione’ – ha aggiunto Bonollo – costituisce l’elemento di maggiore forza per il nostro distillato di bandiera. Il fulcro di tutto il sistema grappa, infatti, si basa su famiglie di distillatori, generazioni di vite spese in distilleria con passione per il proprio lavoro e per il proprio prodotto, prima ancora che per il business, che hanno creato e consolidato quel know how che rende unica la nostra acquavite di bandiera. In ogni goccia di grappa, non c’è solo la distillazione di una materia prima particolare, ma anche e soprattutto una storia unica e una conoscenza che permette di ottenere prodotti diversi gli uni dagli altri. I produttori di grappa, inoltre, costituiscono il completamento virtuoso della filiera vitivinicola, soprattutto in termini di sostenibilità ambientale, di cui utilizzano e valorizzano i sottoprodotti, tra i quali le preziose vinacce. Come Istituto Nazionale Grappa – ha concluso Bonollo – stiamo operando per portare avanti con maggiore forza ed efficacia le attività di consorzio di tutela e di promozione dell’Indicazione Geografica Grappa e di tutto quel patrimonio di aziende che con la loro storia e con tanta fatica, giorno dopo giorno, hanno saputo rendere unica la grappa”.

IMG_0328Il legame fra grappa e territorio di produzione. Il legame fra grappa e territorio di produzione è stato, invece, il tema al centro dell’intervento del presidente dell’Istituto Grappa Piemonte, Alessandro Revel Chion. “Il cammino della grappa a indicazione geografica è cominciato nel 1989 con un regolamento CEE e arriva ai giorni nostri con la richiesta di registrazione comunitaria delle grappe con indicazione geografica, una certificazione di qualità che identifica la grappa originaria del territorio italiano, di una regione o di una località. Questo aspetto rappresenta e mantiene il legame con il territorio rinnovandolo a ogni campagna vitivinicola, dal momento che la grappa, seguendo logiche diverse, si è adattata e sviluppata attraverso le sorti del comparto vitivinicolo al quale appartiene e senza il quale non esisterebbe. Per territorio intendo tutto quello che ci ruota attorno: cibo, lavoro, abitudini e cultura creano la miscela adatta per la nascita, la crescita e il mantenimento nel tempo di un prodotto quale la grappa. A questo punto, l’obiettivo che ci possiamo porre, affinché parlare di grappe regionali non sia visto solo come una complicazione produttiva, è quello di sviluppare la conoscenza non solo essendo amanti di una buona grappa, ma anche promuovendola nel modo giusto. Possiamo contare su strutture come gli Istituti Regionali e l’Anag che promuovono la grappa. Adesso tocca a noi produttori saper stare in equilibrio fra quelle che sono le logiche commerciali e il mantenimento delle caratteristiche peculiari della grappa”.

IMG_0331Il concorso “Premio Alambicco d’Oro”. Nella cornice della 49esima Douja d’Or sono state premiate anche le 43 grappe e acquaviti selezionate fra i 135 prodotti arrivati da tutta Italia, presentate da 44 distillerie e 11 aziende vitivinicole con le cosiddette ‘grappe di fattoria’, ottenute con le loro vinacce da distillerie esterne. Quattro le medaglie d’oro, che sono andate a tre grappe invecchiate e una grappa invecchiata aromatica, mentre le 39 medaglie d’argento sono state assegnate a 10 grappe giovani; 8 grappe giovani aromatiche, provenienti da vitigni aromatici; 14 grappe invecchiate; 2 grappe aromatiche invecchiate e 2 grappe aromatizzate con piante officinali e radici. A queste si sono aggiunte le medaglie d’argento conquistate da 2 acquaviti d’uva giovani aromatiche, provenienti da vitigni aromatici, e un’acquavite d’uva invecchiata. Il Premio Speciale – introdotto per la prima volta quest’anno e assegnato alla distilleria che ha ottenuto il miglior punteggio complessivo sommando le medaglie assegnate a prodotti propri e a quelli distillati per conto terzi – è andato alla Nannoni Grappe srl di Paganico (Grosseto). I risultati e le schede dei prodotti vincitori sono disponibili sul sito Anag, www.anag.it.

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